Muffa e condensa: facciamo chiarezza

Questo articolo è stato aggiornato a seguito dell’entrata in vigore del DM 26/6/2015.

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Per la verifica di un ponte termico, muffa e condensa superficiale non sono la stessa cosa.

L’insorgere di muffa e la formazione di condensa superficiale sono due fenomeni che dipendono in maniera diversa dalla temperatura della parete.

La muffa infatti è un fenomeno che si sviluppa in tempi lunghi, mentre la condensa può essere un fenomeno anche solo occasionale di brevissimo periodo.

Più precisamente:

    1. FORMAZIONE DI CONDENSA: si ha condensa se la temperatura della parete scende, anche per poco tempo, fino al  punto di rugiada. La temperatura di rugiada dipende dalle condizioni interne.
    2. FORMAZIONE DI MUFFA: dipende da quanto tempo la temperatura della parete rimane al di sotto di un certo valore limite che favorisce la formazione di muffe. Anche questo valore, superiore a quello di rugiada, dipende dalle condizioni interne.

Per valutare il rischio di muffa e/o di condensa è quindi necessario analizzare l’andamento nel tempo della temperatura sulla superficie interna:

  • se la temperatura della superficie interna rimane per diversi giorni ad un livello tale da portare l’umidità dell’aria interna a contatto con la parete a valori uguali o superiori all’80%, si avranno sviluppi di muffe.
  • se la temperatura della superficie interna si abbassa, anche brevemente, al punto da portare l’umidità dell’aria interna a contatto con la parete a valori intorno al 100%, ci sarà condensazione.

 

I due fenomeni sono indipendenti:

  • posso avere formazione di muffa senza arrivare necessariamente a situazioni di condensa, se la temperatura superficiale interna non scende mai al punto di rugiada
  • posso avere condensa senza formazione di muffe per repentini abbassamenti della temperatura superficiale di durata limitata. Ad esempio due o tre giorni di freddo intenso o di condizioni inusuali di umidità interna.

L’insorgere dei fenomeni di muffa e/o condensa è determinato da:

  • l’andamento nel tempo della temperatura esterna
  • le caratteristiche costruttive (isolamento e di inerzia termica) della struttura
  • la situazione di temperatura ed umidità all’interno dei locali tenendo conto anche della ventilazione adottata
  • i valori di resistenza superficiale in prossimità delle superfici

Da un punto di vista progettuale, il metodo di analisi più corretto è quello della verifica dell’andamento nel tempo delle condizioni di temperatura e umidità sulla superficie interna al variare delle condizioni esterne.

Questo lo si può ottenere con il nuovo Mold Simulator Dynamic, definendo per la superficie esterna della struttura un certo andamento climatico nel tempo:

  1. andamento giornaliero della temperatura nei mesi più freddi per valutare il rischio muffa
  2. andamento orario della temperatura dei giorni più freddi per valutare il rischio condensa

 

Con Mold Simulator Dynamic simuliamo quindi quali sono le effettive condizioni di temperatura e umidità che si determinano in vari momenti sulla superficie interna, tenendo conto, oltre alla geometria e alla conducibilità dei materiali, anche della loro massa volumica, del calore specifico, dell’eventuale irraggiamento sulla parete e dell’andamento istante per istante della temperatura ed umidità esterna.

 

In mancanza di un’analisi approfondita di tipo dinamico, che consenta di simulare l’effettivo andamento nel tempo della temperatura sulla superficie interna della parete, si può utilizzare la UNI EN ISO 13788  per effettuare una simulazione in regime stazionario adottando dei valori medi di temperatura.

Per la valutazione del rischio muffa sulle strutture (pesanti) si considerano le temperature medie mensili esterne, mentre per la condensa su strutture leggere,  che rispondono a variazioni di temperatura inferiori al giorno, si considera la media negli anni delle temperature minime.

Da notare che la ISO 13788, anche se al punto 1 tra gli scopi dice che il metodo può essere usato per la previsione del rischio di problemi di condensazione superficiale, per le strutture pesanti parla sempre e solo dell’insorgere di muffa.

Questo probabilmente perché non è possibile fare una verifica del rischio di condensazione su tempi brevi senza conoscere la risposta della struttura ad oscillazioni temporanee.

Per quanto riguarda le condizioni di temperatura ed umidità da utilizzare vanno fatte le seguenti considerazioni, distinguendo tra le condizioni previste dalla norma e quelle imposte per legge:

 

CONDIZIONI ESTERNE PER VERIFICA MUFFA

Temperatura esterna

• ISO 13788: prevede la verifica muffa solo su strutture pesanti. I valori di temperatura aria esterna sono quelli medi mensili dati dalla UNI 10349. Per la temperatura del terreno si usano i valori annuali medi dell’aria esterna.

• LEGGE: non esistono prescrizioni legislative riguardanti la muffa

 

Umidità esterna

• ISO 13788: prevede la verifica muffa solo su strutture pesanti. I valori di temperatura aria esterna sono quelli medi mensili dati dalla UNI 10349. L’umidità del terreno è 100%.

• LEGGE: non esistono prescrizioni legislative riguardanti la muffa

 

CONDIZIONI ESTERNE PER VERIFICA CONDENSA

Temperatura esterna

• ISO 13788: prevede la verifica condensa solo su strutture leggere. Valori di temperatura aria esterna: media delle minime annuali.

• LEGGE: il Decreto Legislativo 311/2006 e il DPR 59/2009 non definiscono chiaramente le condizioni esterne da utilizzare per la verifica della condensa. Dal rimando ai metodi normativi si potrebbe desumere che vadano usati gli stessi valori previsti dalla ISO 13788.

 

Umidità esterna

• ISO 13788: prevede la verifica condensa solo su strutture leggere. Umidità aria esterna: 95%.

• LEGGE:  il Decreto Legislativo 311/2006 e il DPR 59/2009 non definiscono chiaramente le condizioni esterne da utilizzare per la verifica della condensa. Dal rimando ai metodi normativi si potrebbe desumere che vadano usati gli stessi valori previsti dalla ISO 13788.

 

CONDIZIONI INTERNE PER VERIFICA MUFFA

Temperatura interna

• ISO 13788: prevede la verifica muffa solo su strutture pesanti. Prescrive di usare un valore di temperatura interna secondo l’uso dell’edificio. L’appendice nazionale della norma definisce un metodo di attribuzione della temperatura per le abitazioni, da usare in mancanza di altre indicazioni.

• LEGGE: non esistono prescrizioni legislative riguardanti la muffa

 

Umidità interna

• ISO 13788: prevede la verifica muffa solo su strutture pesanti. Per ambienti non climatizzati definisce l’umidità interna a partire dalle condizioni climatiche esterne, con l’aggiunta dei contributi per tipologia d’uso. Va valutata la condizione con l’80% di RH in prossimità della superficie.

• LEGGE: non esistono prescrizioni legislative riguardanti la muffa

 

CONDIZIONI INTERNE PER VERIFICA CONDENSA

Temperatura interna

• ISO 13788: prevede la verifica condensa solo su strutture leggere. Prescrive di usare un valore secondo l’uso dell’edificio. L’appendice nazionale della norma definisce un metodo di attribuzione della temperatura per le abitazioni, da usare in mancanza di altre indicazioni.

• LEGGE: il Decreto Legislativo 311/2006, come modificato dal DPR 59/2009 afferma che le verifiche di assenza di condensazione superficiale vanno effettuate a partire da una condizione standard di 20°C

 

Umidità interna

• ISO 13788: prevede la verifica condensa solo su strutture leggere. Per ambienti non climatizzati fornisce un metodo per valutare l’apporto di umidità interna a partire dalle condizioni climatiche esterne, con l’aggiunta dei contributi per tipologia d’uso. Va valutata la condizione con il 100% di RH in prossimità della superficie.

• LEGGE: il Decreto Legislativo 311/2006, come modificato dal DPR 59/2009 afferma che le verifiche di assenza di condensazione superficiale vanno effettuate a partire da una condizione standard di 65% RH.

 

Nuova scheda contorni in Mold Simulator Pro

Per favorie una la corretta assegnazione delle condizioni al contorno nelle varie situazioni di analisi:

  • calcolo dispersioni energetiche
  • verifica rischio condensa
  • verifica rischio muffa

abbiamo modificato la scheda “contorni” di Mold Simulator.  Dalla versione 2.06  è possibile inserire condizioni diverse per ogni tipo di analisi.

A breve pubblicheremo le istruzioni di settaggio dei nuovi parametri della scheda contorni.

 

 

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